Crea sito
Explore Travel Note
SARAJEVO - BOSNIA ERZEGOVINA
TRAVEL

SARAJEVO – COSA VEDERE NELLA CAPITALE DELLA BOSNIA ERZEGOVINA

SARAJEVO – COSA VEDERE NELLA CAPITALE DELLA BOSNIA ERZEGOVINA, CIRCONDATA DALLE ALTE VETTE DELLE ALPI DINARICHE E ATTRAVERSATA DAL FIUME MILJACKA. CROCEVIA DI POPOLI E RELIGIONI DIVERSE, FRUTTO DI UN INCONTRO TRA POPOLI CHE LA RENDONO UNA CITTA’ UNICA. SARAJEVO VA VISSUTA ATTRAVERSANDO LE SUE ARTERIE, CONOSCENDO LA SUA STORIA E PENETRANDO NELL’ANIMA DI UNA CITTA’ COME POCHE IN EUROPA.

Capitale della Bosnia ed Erzegovina, Sarajevo mi ha accolta in un gelido inverno di qualche anno fa. Era sepolta in una coltre di soffice neve bianca che cadeva ininterrottamente, le strade ghiacciate erano vuote, solo le placide acque del fiume Miljacka rompevano il silenzio.

Sarajevo è una città dalla struggente bellezza che si attacca addosso suscitando emozioni forti e contrastanti.

Il Košava, il rigido vento invernale che soffia dai Carpazi, portava con se l’odore del caffè tostato e dei Burek caldi appena sfornati.

Sarajevo è semplice e malinconica. Crocevia di culture e religioni diverse che convivono pacificamente, dove le preghiere, ’adhān, dei muezzin si uniscono al suono delle campane delle chiese cristiane, frutto di un incontro tra popoli che la rendono una città unica.

Camminando lungo le sue strade acciottolate si ha l’impressione di essere sospesi in un tempo lontano, ogni tanto si inciampa nelle “Rose di Sarajevo” scavate nell’asfalto, sono le cicatrici tangibile delle granate lanciate durante la Guerra Yugoslava, silenti testimoni di un passato efferato. Simbolo del presente che sboccia pieno di speranza e resistenza e che fa ancora della multiculturalità il suo tratto distintivo.

Camminando tra le sue strade tra testimonianze del passato ottomano come i minareti protesi verso il cielo, passando per i palazzi austroungarici e quelli della grande Yugoslavia, si ha la sensazione di essere in una dimensione parallela.

Cosa Vedere a Sarajevo

Sarajevo è chiusa dalle alte vette delle Alpi Dinariche ed è attraversata dal fiume Mijliaka. E’ una città multi-etnica e multi-religiosa, per questo è stata soprannominata la Gerusalemme d’Europa, infatti al suo interno in un clima di tolleranza convivono 3 diverse religioni, l’islam, il cristianesimo cattolico e ortodosso, e l’ebraismo.

SARAJEVO - BOSNIA ERZEGOVINA

L’antica città tra le sue vecchie strade, ospita luoghi di culto come chiese, sinagoge e moschee, mercati e piccoli caffè dei tempi dell’ex-Yugoslavia.

Sarajevo non può ridursi a luoghi da vedere, va vissuta, attraversando le sue arterie, conoscendo la sua storia e penetrando nell’ anima di una città come poche in Europa.

SARAJEVO - BOSNIA ERZEGOVINA

Baščaršija – Il Quartiere Turco

SARAJEVO BOSNIA ERZEGOVINA

E’ l’antico quartiere ottomano, che in turco significa “la čaršija* principale”, è il cuore di Sarajevo oltre che maggior bazar ottomano dei Balcani. E’ una delle principali attrazioni turistiche e lungo la sua strada principale, Ferhadija, ci sono piccoli caffè ottomani, negozi d’artigianato, orafi, botteghe in cui si lavora il rame, taverne e buregdžinica, si tratta di locali in cui si mangia il burek, e sulla via Mula Mustafe Baseskije c’è un susseguirsi affascinante di chiese cattoliche, moschee dagli alti minareti, sinagoghe in un’atmosfera che attraversa popoli, culture e religioni.

Una delle maggiori attrazioni è la Fontana Sebilj situata nella piazza centrale, costruita nel 1900 in stile moresco, la Moschea Gazi Husrev – Be la più grande della Bosnia, che fu completamente distrutta durante l’assedio e successivamente ricostruita.

Luoghi di Culto Chiese, Moschee & Sinagoghe

Sono i simboli della Convivenza Religiosa, Sarajevo sin nell’antico passato è stata una città multi-etnica e multi-religiosa e vede la pacifica convivenza di ben 3 fedi cristianesimo cattolico e ortodosso, islam ed ebraismo.

Tra i maggiori luoghi di culto ci sono la Moschea di Alì Pascià, la Moschea di Gazi Husrev-beg, Tsars – La Moschea dell’Imperatore Solimano, questa fu la prima moschea ottomana costruita in Bosnia, ed è considerata una delle più belle moschee del periodo ottomano nei Balcani, dedicata al sultano Solimano il Magnifico. L’edificio con una cupola e un alto minareto, è caratterizzata da un interno di grande raffinatezza, con dettagli e decorazioni tra le più belle dello stile ottomano, la struttura comprende anche un hammam.

Tra i luoghi di culto cristiani merita una visita la Cattedrale del Sacro Cuore in stile romanico-gotico, la Chiesa di san Giuseppe e la Chiesa di Sant’Antonio da Padova situata nel vecchio quartiere di Bistrik.

Mentre tra i luoghi simbolo del culto ebraico c’è la Sinagoga, in stile moresco è affacciata sul fiume Miljacka, mentre nel quartiere ebraico della città il “Velika Avlija”, sorge la Vecchia Sinagoga distrutta da un incendio e trasformata successivamente in un Museo Ebraico.

Markale – L’Antico Mercato

Fu teatro di due terribili stragi avvenute durante l’assedio di Sarajevo, il Mercato e’ situato nell’antico quartiere della città, lungo la trafficata via Maresciallo Tito. Il 5 febbraio, una granata lanciata dalle colline che circondavano la città e dove operava l’artiglieria serba comandata dal generale Ratko Mladic, colpì il mercato, furono tante le persone che morirono e rimasero ferite. Il secondo attacco avvenne il 28 agosto 1995, in seguito al quale ci fu l’intervento ONU.

Oggi il mercato è rinato, ogni giorno attira tantissime persone con le sue bancarelle colorate di frutta e verdura, è un insieme di sapori e odori, il consiglio è di acquistare i prodotti tipici o fare un pasto veloce tra le sue bancarelle.

Le Rose di Sarajevo

Le Rose di Sarajevo sono silenti testimonianze di una passato difficile, simbolo di resistenza e coraggio. Ora sono fiori che simbolicamente sbocciano dall’asfalto e che hanno il valore della rinascita della città, ma un tempo erano i buchi lasciati dalla guerra lì dove furono esplose le granate.

Le rose di Sarajevo, colorate di rosso, ricoprono i marciapiedi e l’asfalto di Ulica Zmaja od Bosne una lunga strada dritta che collega il centro della città all’Aeroporto, durante l’assedio i palazzi che la circondano furono occupati dai cecchini serbi, ed era da qui che dal 1992 al 1995, colpirono e ammazzarono tantissimi civili tra di loro molti bambini.

Il Ponte Latino

Il Ponte Latino collega le due sponde oppose del fiume Miljacka, è un altro simbolo della città, infatti è questo il luogo in cui Gravilo Princip, un nazionalista serbo, il 28 giugno del 1914 sparò un colpo di pistola all’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono Austro-Ungarico e a sua moglie Sofia, la loro morte provocò lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

La Biblioteca di Sarajevo

E’ il simbolo della guerra Yugoslava, la Biblioteca Nazionale fu distrutta dai cetnici, i nazionalisti serbi, durante l’assedio di Sarajevo in un terribile incendio divampato nell’inverno del 1992. Nel rogo furono distrutti un milione e mezzo di volumi mentre bibliotecari e volontari cercavano di mettere in salvo i libri dalle fiamme.

La ricostruzione e la riapertura è avvenuta dopo 20 anni dal terribile evento.

Sarajevo dall’Alto

SARAJEVO - BOSNIA ERZEGOVINA

Ammirare Sarajevo dall’alto dall’edificio più moderno della città l’ Avaz Twist Tower ha un grande fascino. Alta 176 metri al trentacinquesimo piano c’è una terrazza che offre una vista spettacolare della città.

Il Museo Nazionale della Bosnia ed Erzegovina

Il Museo è stato aperto nel 1888 in un antico palazzo neorinascimentale, conserva una vasta collezione di reperti archeologici, dipinti, tesori storici, e geologici.

Nel museo è inoltre conservata la Haggadah di Sarajevo, un codice miniato, che rappresenta il più antico documento sefardita del mondo, scritto nella Penisola Iberica, esattamente a Barcellona intorno al 1350, al suo interno contiene la tradizionale Haggadah ebraica.

Il Cimitero Ebraico

SARAJEVO - BOSNIA ERZEGOVINA

Il cimitero ebraico è abbarbicato sulla collina di Trebević, quasi nascosto, con le lapidi disseminate lungo tutto il pendio. E’ tristemente noto perchè durante la guerra, era una delle zone contese dalle opposte fazioni, da qui i cecchini serbi colpivano qualsiasi bersaglio nel centro di Sarajevo.

Provare il Miglior Burek della Città

Nel centro storico di Sarajevo è facile fermarsi per caso in un buregdžinica, si tratta di locali in cui si mangia il burek, uno dei piatti tipici di tradizione ottomana diffuso nei balcani, si tratta di basta sfoglia a strati, farcita con carne, spinaci o con formaggio ed è accompagnata da yogurt bianco. Nel cuore della Baščaršija, al civico 2 di Bravadžiluk mali si trova Buregdžinica Sac secondo i Sarajeviti, qui è possibile mangiare il miglior Burek della città, oltre ad altri piatti della tradizione bosniaca.

Lettura Consigliata

La lettura Consigliata è La Figlia di Clara Usòn. Romanzo ben scritto che offre un punto di vista interno e diverso dal solito sulla tragica guerra dei Balcani.

Ana è una ragazza estroversa, allegra, brillante. È la migliore alunna del corso di medicina a Belgrado, è amata dagli amici, è l’orgoglio di suo padre, il generale Ratko Mladic, che lei ricambia con una devozione assoluta. Un viaggio a Mosca è l’occasione per passare alcuni giorni in giro per una grande città con il solo pensiero di divertirsi. Invece al ritorno Ana è cambiata. È triste e taciturna. Una notte afferra una pistola, quella a cui il padre tiene di più, e prende una decisione definitiva. Ha solo ventitré anni. Cosa è successo a Mosca, tra corteggiamenti e feste, in compagnia degli amici più cari? Nelle allusioni e nelle accuse dirette Ana ha intravisto nel padre una figura spaventosa. Quello che per lei è un eroe e un genitore premuroso, per tutti gli altri è un criminale responsabile dei maggiori eccidi del dopoguerra: l‘assedio di Sarajevo, la pulizia etnica in Bosnia, il massacro di Srebrenica. Crimini che lo porteranno a essere accusato di genocidio, in un processo che dopo una lunga latitanza ha avuto inizio nel maggio 2012. Pochi casi come quello di Ana rivelano in tutta la sua oscura profondità una condizione, la perdita dell’innocenza, al tempo stesso individuale e collettiva.


You Might Also Like...